insieme contro l'aids


 

Aiutiamo 100 bambini sieropositivi o malati di AIDS che vivono in contesti di povertà e le loro famiglie 

Obiettivo : alleviare gli effetti collaterali della malattia e consentire ai bambini una frequenza scolastica regolare 

Cosa facciamo

Sostegno scolastico: forniamo divise scolastiche e materiale di cancelleria per tutti i bambini e formazione professionale al termine della scuola dell’obbligo per i più grandi
Assistenza psicologica: offriamo un servizio di consultorio per i bambini e le  loro famiglie
Sostegno alimentare: forniamo alimenti iperproteici a supporto dei farmaci antiretrovirali
Campagne su HIV: organizziamo sessioni di formazione su modalità/diffusione e prevenzione del virus
Avvio Attività generatrici di reddito: forniamo piccoli prestiti per iniziare attività in proprio

Perché l'Etiopia


 

L’Etiopia è un paese in crescita dal punto di vista del Pil. Nonostante ciò si classifica al 174esimo posto su 187 nazioni censite dall’United Nations Development Programme (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) collocandosi tra gli stati più poveri al mondo. Basti pensare che la maggior parte della popolazione etiope ha un reddito medio individuale al di sotto di un dollaro al giorno. Altrettanto drammatica è la condizione del paese per quanto riguarda l’autosufficienza alimentare: quasi la metà della popolazione risulta essere malnutrita o denutrita. Nonostante l’Etiopia sia stata coinvolta solo marginalmente dalla grande siccità che ha colpito il Corno d’Africa nel 2011, il raggiungimento dell’autosufficienza alimentare costituisce ancora un enorme problema per molte comunità a causa dell’aumento demografico, del deterioramento dei terreni, delle tecniche agricole arretrate e della mancanza di diversificazione dei mezzi di sussistenza. I dati sono allarmanti anche per quanto riguarda lo stato di salute della popolazione, che risulta essere tra i più drammatici dell’Africa. L’Etiopia è vittima di numerose e terribili forme di endemie. La diffusione del virus Hiv tra la popolazione adulta è pari al 4,4%. Circa 1,5 milioni di persone convivono con l’Aids, quasi 100mila hanno meno di quindici anni. Le donne, soprattutto quelle incinte, sono la categoria maggiormente esposta. La malaria rimane una delle principali cause di mortalità. Tra i contagiati il 67% è rappresentato da donne e bambini.
In Etiopia l’attesa di vita è di circa 54 anni. Soltanto il 53% della popolazione ha accesso a fonti d’acqua pulita e ad avere la peggio sono soprattutto le donne incinte e i bambini. Il tasso di mortalità infantile è di 58 morti ogni 1000 nati vivi, mentre quello di mortalità materna è di 350/1000. I problemi sanitari del paese sono rappresentati da infezioni e malattie contagiose che sarebbero evitabili con campagne di prevenzione mirate e vaccini. Il sistema sanitario nazionale non è però in grado di affrontare l’emergenza. Le strutture sono poche e inadeguate; mancano, inoltre, le figure professionali idonee. Le popolazioni a rischio sono quelle che vivono nelle aree rurali remote, difficilmente raggiungibili e carenti di strutture sanitarie. Il quadro generale è decisamente allarmante.

Il contesto


 

L’Etiopia è uno dei paesi con il più alto numero di persone sieropositive o malate di AIDS. Si calcola che sul numero complessivo di infettati dal virus HIV nel mondo circa 1 su 10 viva in Etiopia, dove ogni giorno si contano 750 nuovi casi. La situazione è ancora più critica nella capitale Addis Abeba, una città da 4 milioni di abitanti, in cui il problema della malattia si combina con quello della povertà. Spesso i bambini sieropositivi vivono in famiglie particolarmente vulnerabli, sono orfani o semi orfani. Il virus è nella maggior parte dei casi trasmesso dalla madre durante la gravidanza. I genitori, se presenti, sono anch'essi malati, spesso stigmatizzati, disoccupati o con redditi sotto la soglia di povertà. Non hanno risorse economiche per le cure sanitarie, né tantomeno per poterli mandare a scuola e consentire loro di condurre una vita normale.

 

 

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