via del campo


 

Il progetto mira ad assicurare a 85 bambini l’istruzione primaria

Obiettivo: ridurre il fenomeno dei minori di strada e della prostituzione minorile 

Cosa facciamo

Sostegno alimentare: garantiamo almeno un pasto al giorno e una distribuzione mensile di riso alle famiglie
Assistenza medica: garantiamo assistenza medica con due check-up con cadenza annuale.
Sostegno scolastico : forniamo divise scolastiche e materiale di cancelleria a tutti i bambini del centro due volte l’anno
Corsi di danza e laboratori di lingua inglese: organizziamo laboratori artistici e corsi di lingua inglese (orario extrascolastico/due turni)

Perché la Cambogia


 

La Cambogia è uno dei paesi più poveri del Sudest asiatico. I conflitti avvenuti tra la fine degli anni 60 e gli anni 70 hanno lasciato un segno profondo, contribuendo alla situazione di arretratezza economica e sociale cui il governo cambogiano deve far fronte. 
Nonostante la forte crescita degli ultimi anni, l'economia della Cambogia continua a soffrire degli effetti di decenni di guerra civile e corruzione. Il prodotto interno lordo è in rapida crescita, ma è basso in confronto a quello degli altri paesi nella regione. L’economia cambogiana resta fortemente legata all’agricoltura. Turismo e industria tessile sono le principali risorse, nonostante la crisi del settore manifatturiero a causa della concorrenza diretta di Cina e India. La Cambogia è un paese estremamente giovane. La popolazione stimata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è pari a 14.197.000 abitanti.
Circa l’80% della popolazione totale vive nelle campagne. Le statistiche a disposizione mostrano un quadro davvero preoccupante: più di un terzo dei cambogiani vive sotto la soglia di povertà, cercando di sopravvivere con meno di un 1 dollaro al giorno. 
La Cambogia occupa il 131esimo posto (su 177) della Scala Mondiale dello sviluppo umano. La speranza di vita alla nascita è di 59 anni. Il tasso di mortalità infantile entro il primo anno è elevato: 65 morti ogni mille nascite, 82 bambini su mille muoiono entro il quinto anno di vita. Le cause della mortalità infantile sono legate a malattie che potrebbero essere prevenute con vaccini e semplici misure igienico-sanitarie. Si tratta prevalentemente di diarrea e infezioni respiratorie. Un’altra causa è la malnutrizione (secondo l’UNICEF il 45% dei minori presenta sintomi più o meno gravi). L’accesso ai servizi sanitari resta circoscritto alle aree urbane e suburbane, così come l’accesso all’acqua potabile.
Di fronte a questo scenario, i bambini (il 33,2% dell’intera popolazione ha meno di 15 anni) restano la categoria più vulnerabile, insieme con le donne.

Il contesto


 

La città di Krong Preah Sihanouk chiamata anche Sihanoukville, è una delle mete turistiche più famose della Cambogia. Si tratta di una rinomata località balneare situata 230 km a sud della capitale Phnom Penh, facilmente accessibile via terra grazie a un collegamento diretto con Phnom Penh e via mare dalla Thailandia. A Sihanoukville si trova l’unico porto commerciale della Cambogia. Tutte le merci in arrivo nel Paese via mare transitano dal porto di Krong Preah Sihanouk. La fervente attività commerciale sta trasformando la zona in un’importante area di sviluppo economico del paese. La prospettiva di un posto di lavoro attira dunque moltissimi disoccupati dalla capitale. Tale fenomeno genera un sovraffollamento di abitanti nelle aree periferiche della città, dove molte famiglie vivono occupando abusivamente zone di proprietà dello stato, obbligate a vivere in condizioni di estrema povertà, malnutrizione e malattia.  
Il numero di turisti nazionali e internazionali, inoltre, sta registrando una crescita esponenziale. Tale fenomeno, oltre a generare un indotto economico significativo purtroppo concentrato nelle mani di pochi, crea di conseguenza un impatto devastante in termini sociali. La piaga del turismo sessuale e di varie forme di sfruttamento dei bambini sta assumendo proporzioni allarmanti soprattutto ai danni delle persone che vivono nelle aree periferiche più degradate della città. 
Uno studio di fattibilità effettuato da Cifa e dalla controparte locale RFC (Respect For Children) ha identificato proprio il villaggio di Phum Thmey come una delle aree più povere e a rischio della città di Sihanoukville.  In questo quartiere periferico la prostituzione minorile è purtroppo in costante aumento. Situato vicino all’area portuale, Phum Thmey raccoglie una quantità enorme di bambini costretti a vivere per strada, esclusi dalla possibilità di andare a scuola ed esposti ad altissimo rischio di prostituzione. Bambini fragili, indifesi, cui sono stati sottratti dignità e diritti. 
A partire dagli anni 90 e fino a oggi l’area sud del villaggio è diventata l’unico quartiere a luci rosse della città, frequentato quasi esclusivamente da ragazzi e uomini cambogiani. 
A causa di questo fenomeno di rapida urbanizzazione molte persone prive di alcuna professionalità si sono trovate alla ricerca disperata di un’occupazione, con scarsissime possibilità di collocamento sul mercato del lavoro. Ciò ha indotto un grande numero di disoccupati ad accettare lavori saltuari, umilianti e sottopagati soprattutto nel settore dell’edilizia, della pesca e della cantieristica navale. Le loro famiglie sono state costrette a trovare rifugio, illegalmente, in sobborghi degradati, privi di qualsiasi infrastruttura. 
Il villaggio di Phum Thmey non dispone di alcun accesso all’acqua potabile, di un sistema fognario e di una rete elettrica ufficiale. Le strade sono in condizioni disastrose e le abitazioni fatiscenti. Si tratta per la maggior parte di capanne o baracche costruite con materiale di fortuna e in pessime condizioni igienico-sanitarie. 
Le donne e i bambini trascorrono la maggior parte della loro giornata cercando di svolgere una qualsiasi attività che possa generare un reddito per il nucleo familiare.
Le condizioni di vita sono particolarmente precarie. 
Per molti bambini del villaggio non esiste la possibilità di andare a scuola o di riuscire a frequentarla con regolarità, essendo la priorità quella di contribuire alla sopravvivenza del nucleo familiare. La percentuale di abbandono scolastico è molto elevata (da un’indagine svolta sul campo oltre il 60% dei bambini non è mai andato a scuola o l’ha abbandonata entro il quarto anno della scuola primaria). 
L’area portuale in cui è collocata la bidonville è quella a maggior concentrazione di famiglie che vivono in condizioni di estrema povertà, dunque a fortissimo rischio. 
In queste condizioni i bambini sono costretti a racimolare denaro in qualsiasi modo. Alcuni si dedicano alla ricerca di oggetti e rifiuti da poter rivendere o riciclare; altri vendono manufatti, mercanzie o praticano massaggi illegali sulle spiagge. Il contatto con i turisti locali e internazionali aumenta fortemente il rischio di sfruttamento sessuale, abusi e violenze. 
La maggior parte dei genitori o dei tutori legali dei bambini svolge lavori saltuari. Ciò non consente loro di disporre di un reddito tale da garantire il soddisfacimento dei bisogni primari dei più piccoli. Acqua, cibo, assistenza sanitaria, vestiti e forniture scolastiche sono di difficile accesso per i bambini del villaggio di Phum Thmey.     
Per i bambini lavorare o mendicare significa contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della famiglia. Al contrario, la regolare frequenza della scuola costituisce un doppio costo per le famiglie: un costo diretto (divise e materiale scolastico) e un costo indiretto (mancato introito).
Il reddito medio giornaliero di un bambino che lavora è pari a 50 centesimi di dollaro al giorno. 
La città di Krong Preah Sihanouk è ritenuta da tutti gli osservatori, autorità locali, ONG (nazionali e internazionali) una delle a più alto rischio di sfruttamento e abuso di bambini del Paese.

LE ATTIVITÀ

Il Centro Diurno è stato avviato nell’ottobre 2010 e sono state programmate le attività volte al soddisfacimento dei bisogni più urgenti dei minori.
Il programma di sostegno agli 85 bambini beneficiari nel dettaglio prevede:

Un programma di sostegno alimentare: l’intervento si è sviluppato su un duplice fronte. Garantire almeno un pasto al giorno presso il centro sette giorni su sette.  Inoltre si vuole sostenere le famiglie con una distribuzione mensile di riso. Le famiglie si recano regolarmente al Centro per ritirare gli aiuti alimentari. In tale occasione è stato possibile monitorare la situazione della famiglia e dei bambini. Il Centro si pone come punto di riferimento per le famiglie, ma anche come luogo dove le stesse vengono stimolate adeguatamente all’adempimento dei propri doveri nell’ambito domestico.

Un programma di assistenza medica: l’assistenza medica è garantita attraverso visite regolari effettuate da un medico locale selezionato da RFC per il Centro Diurno. Inoltre si svolgono due check-up con cadenza annuale per valutare le condizioni di salute dei minori. Un fondo speciale per far fronte a possibili emergenze sanitarie è a disposizione del medico e verranno distribuiti gratuitamente medicinali in base alle singole esigenze.
Durante la fase pilota, alcuni minori presentavano ferite o infezioni che non erano mai state curate e spesso lo stato di salute peggiorava a causa delle scarse condizioni igieniche. Grazie all’intervento di Cifa è stato possibile prestare le cure necessarie. Non potendo i minori selezionati accedere al servizio sanitario pubblico, è intenzione del progetto mantenere il servizio di assistenza medica presso il Centro accessibile e gratuito per tutti i minori beneficiari.

Un programma di sostegno scolastico: il sistema scolastico cambogiano prevede l’obbligo di frequenza e gli alunni devono indossare la tradizionale divisa scolastica composta da camicia bianca e gonna blu sotto il ginocchio per le bambine e da camicia bianca e pantaloni blu per i bambini. L’acquisto di tali divise, il cui costo è a carico delle famiglie, al pari del materiale scolastico, rappresenta spesso una spesa insostenibile per i nuclei familiari. Il progetto garantisce l’acquisto di due divise per ciascuno dei bambini beneficiari e del materiale scolastico. Agli alunni viene fornito tutto l’equipaggiamento necessario per la regolare frequenza delle lezioni.

La realizzazione di corsi di educazione informale di preparazione e di sostegno alla scuola: lo scopo di questa attività è l’alfabetizzazione di base di tutti i bimbi che non sono mai andati a scuola o che l’hanno abbandonata.  Trattandosi di bambini ad altissimo rischio di abbandono scolastico, è molto importante sostenerli durante l’anno in modo che possano superare le difficoltà non solo nello studio, ma anche per quanto riguarda l’integrazione nell’ambiente scolastico. Il servizio sarà potenziato con l’inserimento di una nuova insegnante e la riorganizzazione dei corsi in funzione delle nuove esigenze dei minori beneficiari: un gruppo frequenterà il centro il pomeriggio e un altro gruppo la mattina, in base agli orari scolastici. Per raggiungere il massimo di omogeneità saranno organizzate 3 classi, una per i bambini delle prime due classi, una per quelli di III e IV e una per quelli di V e VI (in Cambogia il sistema scolastico prevede sei anni di scuola primaria).

Corsi di danza e laboratori: l’organizzazione dei laboratori artistici è considerata essenziale per lo sviluppo psichico ed emotivo dei bambini a rischio. Nel sistema educativo cambogiano, i bambini non hanno voce per quanto riguarda idee e opinioni. Per i bambini vulnerabili, il problema si acuisce di fronte alla miseria quotidiana, alle difficoltà familiari e di integrazione sociale che ne derivano. I bambini, spesso, svolgono lavori che mettono a rischio la loro incolumità e vedono negato il diritto all’istruzione.
I corsi previsti hanno la duplice funzione di allontanare i bambini da situazioni di rischio e favorire la partecipazione attiva nei processi decisionali che li riguardano.
I laboratori mirano nel complesso a sviluppare l’autostima, incoraggiando i bambini beneficiari a esprimere le proprie idee e metterle in pratica, attraverso attività interessanti che permettano di trasformare idee e sensazioni in un prodotto realizzato esclusivamente da loro.

Tra i risultati conseguiti finora, vi è il reinserimento di tutti i bambini e le bambine nel percorso scolastico anche se ciò non garantisce che i minori completino l’istruzione primaria. E’ necessario assicurare cure costanti, dal punto di vista sanitario e alimentare e un supporto concreto nello studio. La situazione economica delle famiglie resta critica così come le difficoltà di integrazione sociale. È quindi necessario potenziare le attività esistenti e dare continuità al Centro. 

 

Attiva un sostegno


CIFA ONG

Via Ugo Foscolo 3 10126 Torino

+39-011.5630441